Civita Castellana è un comune della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista 37 chilometri dal capoluogo di provincia e circa 50 km da Roma.

È famosa per essere stata nell’epoca preromana la capitale della popolazione dei falisciFalerii Veteres.

Papa Gregorio V le attribuì il nome di civitas (città – cittadinanza), da cui “Civita”. “Castellana” si riferisce al dominio che il luogo aveva sui castelli circostanti.

Essa è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia. Si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio.

La storia di Civita Castellana inizia con quella dei Falisci: una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell’antica Falerii Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino del Mediterraneo.

Un popolo guerriero, quello dei Falisci, che si scontrò inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i Falisci furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii Veteres e costretti a fondare un’altra città su di una piana distante cinque chilometri. La nuova città si chiamò Falerii Novi.


MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

RELIGIOSE

  • Il Duomo dei Cosmati
  • La chiesa S. Maria del Carmine
  • Chiesa di San Francesco
  • L’Abbazia di S. Maria in Faleri; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri)
  • Chiesa di San Gregorio XIII secolo a 3 navate con resti di affreschi quattrocenteschi e campanile con monofora e bifora
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate con affreschi rinascimentali
  • Chiesa e convento di Santa Susanna del XIII secolo con portico verso la frazione di Borghetto
  • Chiesa di Santa Maria delle Piagge di origine medievale, conserva una Madonna con bambino festeggiata la Domenica in Albis nei pressi di Porta Lanciana
  • Chiesa della Madonna delle rose del XVI secolo su preesistenze altomedievali tra via ponte ternano e Largo Roma
  • Chiesa di San Benedetto di fronte la ex chiesa di San Giovanni Decollato con campaniletto a bifora oggi fioraio
  • Edicola Madonna delle nevi del 1718 con affresco del XVII secolo a piazza dei martiri delle fosse ardeatine
  • Edicola con San Giorgio e il drago XII secolo a via corsica, 30
  • Affresco di Madonna con Bambino di fine ‘600 a via Garibaldi, 4
  • Ex chiesa di San Giorgio oggi museo della ceramica
  • Ex Chiesa di Santa Chiara già delle monache con elegante rosone in facciata in via Ferretti oggi ospedale dei cronici
  • Ex Chiesa del SS Sacramento delle clarisse francescane oggi asilo e scuola elementare privata di fronte la Chiesa del Carmine
  • Nel centro storico si possono notare altre due ex chiese oggi abitazioni private

CIVILI

  • Il Forte Sangallo, dove all’interno si può visitare il Museo nazionale dell’Agro Falisco.
  • Palazzo Onorati 1745
  • Palazzo Petroni-Trocchi del 1544 opera del fratello del Sangallo con due portali a bugnato e stemmi e dove vi alloggiarono personaggi illustri
  • Palazzo Baroni con affreschi degli Zuccari
  • Palazzo Montalto XVI secolo con affreschi
  • Palazzo comunale XVI secolo
  • Palazzo Morelli del 1740
  • Porta di Giove; (sita nel territorio di Fabrica di Roma in frazione Faleri)
  • Porta Borgiana sulla strada per Castel Sant’Elia
  • Via del Rivellino con porta medievale;
  • Centro storico medievale con case e torri;
  • Fontana dei Draghi 1585
  • Meridiane e Palazzi con bifore;
  • Ponte Clementino XVIII
  • Ponte Felice;
  • Castello di Borghetto dove vi era la chiesa medievale di San Leonardo
  • Monumento alla Vittoria di Silvio Canevari;
  • Monumento ai caduti del mare;
  • Monumento ai ceramisti;
  • Monumento ai caduti in Africa;
  • Ex fabbrica Marcantoni, oggi divenuta Piazza Marcantoni.

 

DIALETTO

Al tempo dei falisci era diffusa la lingua falisca, una lingua simile al latino che durò fino alla conquista della città da parte dei romani, che la sostituirono con la lingua latina. Nei secoli, il latino volgare si evolse nel dialetto locale, detto “civitonico”. Presente anche una marginale componente di leccese dovuta all’emigrazione avvenuta dal dopoguerra sino a metà degli Settanta.


PIATTI TIPICI

  • Frittelloni (Ricetta)
  • Frittata con lopole
  • Insalata di raponzoli
  • Borragine fritta